Cosa fare quando in Studio entra una figura omologa alla tua?
Negli studi professionali capita sempre più spesso che l’organizzazione scelga di inserire una nuova figura con competenze simili a quelle già presenti. Questa dinamica può emergere in contesti di crescita, di aggregazione tra studi oppure quando si decide di rafforzare una practice con l’ingresso di un lateral hire. In queste situazioni chi lavora già nello studio può vivere l’arrivo di un collega con un profilo professionale simile al proprio come un momento di forte incertezza.
La reazione iniziale tende talvolta ad essere emotiva. L’ingresso di una figura omologa può essere interpretato come un segnale implicito di sfiducia oppure come un indizio che il proprio percorso professionale abbia raggiunto un limite. Questa lettura, tuttavia, rappresenta solo una delle possibili interpretazioni. Le decisioni organizzative di uno studio legale raramente si riducono a un unico significato, perché rispondono a logiche strategiche, di mercato e di posizionamento che coinvolgono molte variabili contemporaneamente.
Quando la percezione diventa il vero nodo
La sensazione di essere affiancati da un collega con competenze analoghe può generare una percezione di vulnerabilità professionale. Questo accade soprattutto quando la nuova figura entra in studio con un portafoglio clienti consolidato, con un team o con un posizionamento riconosciuto sul mercato.
In questi casi diventa facile interpretare la situazione come una sostituzione implicita. Tuttavia l’ingresso di una nuova figura crea inevitabilmente un processo di ridefinizione degli equilibri interni. Questi equilibri si costruiscono attraverso dinamiche di relazione, collaborazione e posizionamento reciproco. La persona che è già presente nello studio possiede spesso una conoscenza approfondita delle modalità operative, delle relazioni interne e delle aspettative dei soci. Questo patrimonio di conoscenze può diventare un elemento strategico nel momento in cui lo studio attraversa una fase di trasformazione.
Il rischio di chiudersi
Una delle reazioni più frequenti in queste situazioni consiste nel ridurre progressivamente il proprio livello di coinvolgimento. Quando l’ingresso del nuovo collega viene interpretato come una perdita di ruolo, può emergere la tentazione di ritirarsi dal confronto o di limitare la propria iniziativa professionale.
Questa dinamica può produrre effetti inattesi. Lo studio tende infatti ad osservare con attenzione come le persone reagiscono ai cambiamenti organizzativi. Un atteggiamento di chiusura o di distacco può essere percepito come una riduzione della disponibilità a contribuire allo sviluppo della practice. Con il tempo questo può tradursi in una minore partecipazione ai progetti o nelle decisioni strategiche.
Il paradosso consiste nel fatto che la reazione difensiva può alimentare proprio quella marginalizzazione che si temeva all’inizio. La percezione di avere gli occhi addosso è spesso reale nei contesti professionali ad alta responsabilità. Ciò che fa la differenza è il modo in cui il professionista decide di utilizzare questa visibilità.
Comprendere la logica dello studio
L’ingresso di un professionista con un profilo simile può essere collegato a molte esigenze organizzative. Lo studio può voler ampliare la propria presenza in un determinato mercato, sviluppare nuove opportunità di business oppure rafforzare una practice che mostra segnali di crescita.
In questo contesto il collega già presente nello studio può interrogarsi su quale contributo distintivo sia possibile portare. Il fatto di non possedere un portafoglio clienti ampio quanto quello del nuovo arrivato non implica necessariamente una minore rilevanza professionale. La costruzione del valore negli studi legali coinvolge anche la capacità di coordinare progetti, facilitare relazioni interne, supportare lo sviluppo della practice e contribuire alla qualità del servizio offerto ai clienti.
La nuova figura, a sua volta, ha bisogno di dimostrare che la scelta di entrare nello studio produce effettivamente valore per i propri clienti. Questo passaggio richiede tempo e implica una fase di adattamento alle dinamiche organizzative già esistenti. In questo percorso la conoscenza interna dello studio può rappresentare una risorsa significativa.
Dalla competizione alla complementarità
Quando due professionisti operano nella stessa area di competenza può emergere una dinamica competitiva. Questa dimensione non è necessariamente negativa, soprattutto quando viene interpretata come un incentivo alla crescita professionale. Allo stesso tempo può diventare utile esplorare anche una prospettiva di complementarità.
La collaborazione tra figure con background simili può favorire lo sviluppo di nuove opportunità per la practice. Il professionista che conosce già lo studio può facilitare l’integrazione del nuovo collega e contribuire a valorizzare le opportunità che hanno motivato il suo ingresso. Questo approccio non implica rinunciare al proprio spazio professionale. Significa piuttosto utilizzare la propria posizione per costruire un contesto nel quale le competenze possano interagire.
In molti casi la leadership professionale emerge proprio nelle situazioni più complesse, quando diventa necessario interpretare i cambiamenti organizzativi e trasformarli in occasioni di crescita.
Costruire il proprio posizionamento
Nel mondo delle libere professioni la gestione della carriera raramente viene insegnata in modo strutturato. Molti professionisti imparano a sviluppare competenze tecniche molto solide, mentre ricevono meno strumenti per comprendere le dinamiche organizzative che influenzano il loro percorso.
L’ingresso di una figura omologa può diventare un momento di riflessione su come il proprio ruolo venga percepito all’interno dello studio. Questa riflessione riguarda diversi aspetti: le relazioni con i soci, la collaborazione con i colleghi, la capacità di contribuire allo sviluppo della practice e la qualità delle relazioni con i clienti interni ed esterni.
Il valore di un professionista senior raramente si esaurisce nelle competenze tecniche o nel portafoglio clienti. Comprende anche la capacità di visione strategica, la costruzione di alleanze professionali e la disponibilità a interpretare i cambiamenti del contesto nel quale lo studio opera.
Per questo motivo l’ingresso di un collega con competenze simili può essere osservato anche come un passaggio che invita a ridefinire il proprio posizionamento professionale. Le modalità con cui si affronta questa fase contribuiscono a modellare il percorso di carriera nel lungo periodo.
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