Quando l’errore arriva in alto
Il passaggio critico
Nelle organizzazioni l’errore non resta fermo. Sale. Attraversa livelli, responsabilità, funzioni. E quando raggiunge chi guida, cambia statuto. Non è più solo un fatto operativo: diventa un fatto culturale.
È in quel momento che la leadership decide cosa fare dell’errore. Può ridurlo a incidente isolato, proteggere l’immagine, distribuire il peso altrove. Oppure può trasformarlo in un punto di osservazione privilegiato per introdurre strumenti di ascolto, rivedere la distribuzione delle responsabilità e attivare un apprendimento condiviso.
Restare nel problema per cambiare il sistema
Accettare che, a un certo livello, l’errore resta “mio” non è un’ammissione di colpa. È un atto di governo. Cambia la forma del problema, perché impedisce che si dissolva nel silenzio organizzativo e lo rende materia di evoluzione.
La questione non è sbagliare meno. È interrogarsi su quale cultura intercetta l’errore, cosa lo ha reso possibile, quali processi richiedono revisione e quale apprendimento strategico può nascere da quell’evento.
Un sistema maturo non elimina l’errore. Costruisce le condizioni perché generi consapevolezza, riallineamento e responsabilità diffusa.
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La parte più bella del viaggio è la compagnia!