Due tempi, una carriera
Il tempo che occupa e il tempo che determina
Negli studi professionali l’execution assorbe la parte più visibile dell’attività: consegna puntuale del lavoro, raggiungimento dei target di ore, gestione quotidiana dei clienti, coordinamento dei team, presidio della qualità tecnica. È il tempo misurabile, continuo, strutturato.
L’origination segue una logica diversa: sviluppo di relazioni, networking, preparazione di pitch, produzione di contenuti, costruzione della pipeline, negoziazione e chiusura con nuovi clienti. È un tempo meno lineare, meno immediatamente quantificabile, spesso confinato ai margini dell’agenda.
La distorsione organizzativa
Quando l’origination diventa la variabile che determina l’evoluzione professionale senza che vengano ridisegnati carichi e priorità, si genera una frattura strutturale. L’execution continua a occupare l’intera giornata, mentre l’origination resta un’attività residuale.
Il risultato è prevedibile: professionisti saturi, con scarsi margini per sperimentare; pipeline di crescita fragili; una quota crescente di profili confinati in ruoli esclusivamente operativi, anche rispetto ai progetti strategici e di integrazione dell’innovazione.
Se l’origination incide sul futuro dei singoli, incide anche su quello dello studio. Per essere sostenibile deve trasformarsi in attività autonoma, con spazi, strumenti e regole dedicate. Solo così smette di erodere motivazione e fiducia e diventa una leva reale di sviluppo.
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