Ottobre 2025: chi sarà in studio fra cinque anni?
Nel numero di ottobre 2025 abbiamo esplorato una domanda che riecheggia in ogni studio professionale, soprattutto in tempi di transizione: chi sarà in studio fra cinque anni? Un interrogativo che tocca mobilità interna, permanenze silenziose, generazioni che scalpitano e percorsi di carriera che sembrano non avanzare mai alla velocità promessa.
In quella che potremmo chiamare una “notte di Halloween organizzativa”, si osservano fenomeni noti: sponsor che spariscono nel nulla, percorsi ridiscussi, decisioni rimandate, energie che oscillano tra entusiasmo e sopravvivenza. Ed è proprio da qui che parte la nostra indagine sul futuro delle persone dentro gli studi.
Halloween e successione: come capire chi sarà in studio fra cinque anni?
La continuità professionale non si dichiara, spesso non si pianifica, quasi mai si accompagna con trasparenza.
Abbiamo immaginato uno studio futuristico dove presenze e assenze generano domande che non trovano risposta immediata. Ed è in questo scenario che emerge il tema centrale: capire chi sarà in studio fra cinque anni?, chi sceglierà di restare, chi verrà accompagnato altrove e chi, pur muovendosi continuamente, sembrerà non esserci affatto.
Il numero di ottobre mette in scena questo interrogativo con storie, casi, interviste e dossier che mostrano come la continuità sia meno stabile di quanto le slide strategiche suggeriscano.

I contenuti del numero di ottobre 2025
Il test: “Scopri se sei destinato a restare”
Il test fantasticato per questo numero presenta domande che rivelano più di quanto sembri: quanti head hunter ti cercano, da quanto non aggiorni LinkedIn, quante volte hai detto “è un tema culturale” nelle ultime riunioni. Uno strumento decisamente molto diretto per analizzare il proprio posizionamento interno e chiedersi, con sincerità: io, chi sarò in studio fra cinque anni? Una domanda che molti evitano, ma che ogni fine mandato o valutazione riporta in superficie.
Case study: “Chi ha paura degli zombie?”
È stato ipotizzato un gruppo di professionisti che si muovono molto… senza mai avanzare davvero. Organizzano brainstorming inattesi, inviano email zelanti, offrono mentoring a sorpresa, frequentano convegni su IA e innovazione: eppure restano immobili nella percezione interna.
Il case study mostra quanto sia facile diventare “visivamente presenti” ma “strategicamente invisibili”, una dinamica che incide fortemente su chi sarà in studio fra cinque anni?
Il dossier: le 3 “R” della continuità
Tre parole chiave per comprendere la sopravvivenza professionale:
- restare, anche senza team coerenti o percorsi lineari.
- resistere, alle riorganizzazioni e ai feedback opachi.
- ricalcarsi, reinventarsi senza perdere credibilità.
Un piccolo vademecum immaginato per comprendere come evolve la permanenza negli studi e chi, tra colleghi e collaboratori, potrebbe davvero essere in studio fra cinque anni.
L’intervista: “Me lo sento, questo è il mio momento”
Un immaginario Salary Partner racconta la sua lunga permanenza dentro un track opaco. Sponsor che svaniscono, piani di sviluppo datati, scelte che si spostano di quarter in quarter.
Il dialogo mette in luce un paradosso molto diffuso: si può essere percepiti come “quasi pronti” per anni, senza che arrivi un momento di verifica reale. E questo rende ancora più urgente chiedersi come si deciderà chi sarà in studio fra cinque anni?, chi verrà confermato e chi si allontanerà in silenzio.
In evidenza: “Gen Z – L’ultimo avviso prima dell’apocalisse”
La sezione analizza il mancato dialogo tra comitati interni e nuove generazioni. Abbiamo immaginato collaboratori che investono su feedback, ascolto e mobilità funzionale, mentre il sistema di governance fatica a interpretarne linguaggi e priorità.
Qui emerge un altro punto: il futuro non dipende solo da chi ambisce alla partnership, ma anche da chi chiede spazi diversi e rifiuta modelli troppo rigidi. Un tassello essenziale per capire chi sarà in studio fra cinque anni.
In regalo: guida tascabile alla resurrezione professionale
Il regalo del mese offre strategie utili per chi si sente “fuori posto” dopo l’ultimo reshuffle. Si parla di come recuperare visibilità, ritrovare sponsor, riallinearsi a nuove practice o rientrare nella conversazione collettiva senza perdere naturalezza.
Conclusione: cinque anni non sono un orizzonte lontano
Alla fine, la domanda “chi sarà in studio fra cinque anni?” riguarda molto meno le strategie di lungo periodo di quanto si creda. È una questione di presenza, relazione, riconoscimento, ascolto e continuità non annunciata.
Il numero di ottobre osserva questo presente mutevole e suggerisce che il futuro sopraggiunge attraverso una serie di piccole scelte quotidiane fatte nel tempo.
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La parte più bella del viaggio è la compagnia!