Problem solving negli studi professionali: trasformare le sfide in soluzioni efficaci
Nel quadro delle iniziative promosse da Novazione e finanziate da Fondoprofessioni, il corso “Problem solving: trasformare le sfide in soluzioni efficaci” in collaborazione con MOPI – Marketing e organizzazione delle professioni, articolato negli incontri del 5 e 19 febbraio e 5 marzo 2026, intende affrontare un tema che attraversa in modo silenzioso la quotidianità di ogni studio professionale.
Il punto di partenza è illustrare come, negli studi professionali, il problema che coinvolge più persone raramente è tecnico. Più spesso riguarda priorità che cambiano, informazioni incomplete, ruoli che si sovrappongono, decisioni prese sotto pressione.
In questo contesto, il problem solving diventa una competenza organizzativa prima ancora che individuale.
Lavorare dentro la complessità
Negli studi professionali l’urgenza è costante, l’interdipendenza tra ruoli è elevata, la responsabilità verso il cliente è alta e il margine di errore ridotto. Questo rende ogni criticità potenzialmente sistemica: una scadenza che slitta, una responsabilità poco chiara, una procedura non condivisa non restano circoscritte, si propagano nel lavoro altrui.
Il corso propone una una chiave di lettura di queste dinamiche, che accantona la domanda “perché è successo?”, invitando piuttosto ad osservare cosa, in concreto, si sta verificando. Definire dunque il problema in modo descrittivo e circoscritto, prima di cercare soluzioni.
Dal sapere al saper fare
Una parte centrale del percorso riguarda il rapporto tra “perché” e “come”. Chiedersi perché nasce un problema può essere utile per comprendere il contesto. Tuttavia, nelle organizzazioni complesse, il perché conduce spesso a livelli decisionali su cui non si ha un potere diretto di intervento.
Per costruire soluzioni operative occorre spostare l’attenzione dal sapere al saper fare, evitando di restare prigionieri delle cause. Definire meglio il problema permette di progettare risposte più adeguate.
Crescita professionale, responsabilità, affidabilità
Parlare di problem solving significa anche parlare di crescita professionale tanto in termini di sviluppo di competenze trasversali, quanto rispetto a tre dimensioni centrali nella vita dello studio: motivazione, responsabilità e affidabilità.
- La motivazione si rafforza quando il professionista percepisce di poter incidere sul proprio contesto.
- La responsabilità si consolida quando il problema viene descritto senza giudizi e affrontato con metodo.
- L’affidabilità cresce quando le soluzioni non sono episodiche, ma diventano prassi condivise.
Un problema definito è un problema che può essere osservato, cirscoscritto e fronteggiabile. Questa distinzione, apparentemente semplice, cambia la qualità delle decisioni e delle relazioni interne.
Una competenza che si può allenare
Il percorso formativo proposto alterna riflessione ed esercizio, invitando i partecipanti a scegliere un problema reale e ricorrente del proprio lavoro quotidiano, descriverlo in concreto, osservare le reazioni abituali, sospendere temporaneamente la ricerca di soluzioni. La crescita professionale, in questo senso, è vissuta come un processo di osservazione e aggiustamento continuo.
Il problem solving diventa una vera e propria forma di leadership diffusa, esercitabile anche in assenza di un potere formale. Permette di interrompere schemi ripetitivi, ridurre dispersione di energie e costruire risposte che funzionino nel tempo.
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