Rapporto ISTAT 2026 e Millennial: cosa succede quando cambiano insieme aspettative e regole del gioco?
Una discontinuità che va oltre la mobilità sociale
Nel Rapporto Annuale ISTAT 2026 compare un dato che, osservato dentro gli studi professionali, merita attenzione.
Nella sezione dedicata alla mobilità sociale si legge: “Tra i nati nel 1980-1994, la quota di persone che sperimenta una mobilità verso il basso (27,1%) supera […] quella ascendente (25,1%), segnando una discontinuità rispetto alle traiettorie delle generazioni precedenti”.
Lo stesso Rapporto osserva, inoltre, che: “Nell’ultima generazione (1980-1994), la mobilità ascendente si riduce sensibilmente”.
I dati descrivono più di una ridotta probabilità di crescita: descrivono l’evoluzione del rapporto tra aspettativa e traiettoria.
Per una generazione cresciuta con l’idea che dedizione, competenze tecniche e fedeltà assoluta avrebbero prodotto un avanzamento progressivo nell’organizzazione, il tema non riguarda più, infatti, solo la possibilità di salire.
Si spinge a includere la riflessione su quale percorso alternativo rimane percorribile.
E, dentro gli studi professionali, questa prospettiva assume una rilevanza particolare. Per decenni, infatti, il modello è stato relativamente leggibile: ingresso, apprendimento, aumento progressivo delle responsabilità, crescita.
E se il risultato finale non era garantito, certo la direzione era riconoscibile.
Oggi sappiamo, appunto, dati alla mano, che molti professionisti appartenenti alla generazione nata tra il 1980 e il 1994 sono entrati nel mercato del lavoro proprio mentre quel modello iniziava a incrinarsi.
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